Ha strappato la leadership con la sua coalizione di (poco)centro(molto)destra dopo vent'anni di governo della coalizione di centro(poco)sinistra(un po' di più). E' stato eletto Presidente con il51,87% dei voti quasi un record di popolarità, è un milionario proprietario di televisioni, ha importanti interessi in compagnie aeree nazionali e non, continua »
Haiti – 9 milioni di abitanti, con un reddito pro-capite di due dollari al giorno con cui sfamarsi e mantenere la famiglia – ha un debito estero di 1300 milioni di dollari e la Banca Mondiale oggi anno obbliga lo stato a versare tra i 50 e i 60 milioni di dollari in interessi.

Le varie nazioni che farneticano da giorni su come aiutare le popola continua »
Ormai è uscita dagli interessi dei media convenzionali, peró in Honduras il regime continua a fare e disfare. continua »
Chavez inaugura un negozio socialista. "Il capitalismo - dice il presidente - saccheggia il popolo" continua »
L’Uruguay esce da una domenica molto importante, con il presidente ancora da scegliere e un referendum di cui avevamo parlato che salta per il mancato quorum. Partiamo da quest’ultimo: la Ley de Caducidad, una legge blocca processi che salva i militari responsabili dei crimini peggiori durante la dittatura che schiacciò gli ‘albiceleste’ dal 1973 continua »
Nelle giovani democrazie latinoamericane c’è sempre stato un tratto comune che definirei perlomeno inquietante: il rifiuto, per ragioni di pacificazione interna, di rendere giustizia alle vittime delle feroci dittature che dagli anni ‘50 hanno infestato il continente, spesso con l’appoggio degli Stati Uniti e dei suoi servizi segreti: come dimenti continua »
Honduras, giornata mondiale contro il golpe de estado en Honduras. Sit-in sotto l'ambasciata degli USA a Roma continua »
Il colpo di stato avvenuto in Honduras ha deposto un presidente democraticamente eletto, e portato al suo posto Roberto Micheletti.
Manuel Zelaya era un ex liberale, poi spostatosi su posizioni progressiste e alleatosi con Chavez. I suoi progetti di riforme preoccupavano non poco l'oligarchia al potere, spaventata da una possibile redistrib continua »
Dopo aver ottenuto dall’assemblea dell’ONU l’approvazione di una mozione per il suo reinsediamento alla carica di capo dello Stato dopo il golpe di domenica, Zelaya ha trovato anche l’appoggio dell’Organizzazione degli Stati americani, che hanno dato un ultimatum al governo honduregno per farlo rientrare entro tre giorni.

Il presidente dell’Ecu continua »
Venerdì vi avevamo dato la notizia del tentato golpe militare in Honduras, e di come tra sabato e domenica si sarebbe saputo qualcosa di più, e così è stato: ieri, giorno di votazione del referendum per una nuova assemblea costituente, l’esercito ha messo in atto un colpo di stato, organizzato dalla Corte Suprema che ha imposto quale capo di gover continua »
Ancora una volta Reportes Sans Frontières ha svolto il suo lavoro ben remunerato, quello di mettere in cattiva luce chiunque venga considerato "nemico" degli USA. continua »
Il primo post effettivo è il racconto di una città. La città in cui è nata l'idea di AfHU. Il racconto di una città non è facile. Non c'è la trama, non ci sono i personaggi, il tempo non ha importanza, i luoghi sono preponderanti. Ma esiste comunque qualche possibilità per raccontare e descrivere la città. Si può prendere in mano un santino di A continua »
Come nei più convulsi e perfettamente improbabili film d’evasione 53 detenuti, in parte affiliati al clan narco degli “Zetas”, sono evasi dal penitenziario messicano di Cieneguillas, nello stato di Sinaloa. Il tutto ripresi dalle telecamere di sorveglianza (qui sopra il video).

Nelle immagini, divulgate dal quotidiano Reforma, si vede l’evasion continua »
Rafael Correa, il 46 enne presidente dell’Ecuador parte del riscatto politico dell’America Latina e protagonista di un cambiamento radicale del paese in soli due anni, festeggia da ieri sera la vittoria elettorale che lo ha portato alla conquista di un secondo mandato alla guida del paese andino. continua »
“Tutte le cubane sono puttane”, mi sputò con disprezzo un parrocchiano in un bar di Barcellona appena sentì che io vivo a Cuba. Tale generalizzazione mi è sembrata infame, anche se debbo riconoscere che è un pregiudizio molto diffuso. continua »


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